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Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti

Livello 5

Nel 1998 viene messa a punto la definitiva acquisizione da parte del Comune di Siena, della biblioteca e fototeca appartenute allo storico dell’arte Giuliano Briganti (1918-1992), tra le personalità di maggior rilievo negli studi storico artistici del Novecento. L’Amministrazione comunale senese volle acquisire l’importante patrimonio privato, costituito da 18.000 volumi – comprensivi di testi antichi del Cinquecento e Seicento – e 50.000 fotografie, affinché “nel suo insieme, potesse costituire uno dei nuclei fondamentali” per lo studio della storia dell’arte. Localizzate al 5° livello, affacciate sopra la cinquecentesca ‘Loggia delle Fanciulle’, biblioteca e fototeca sono aperte al pubblico dal 2006 e fruibili on line. Nel tempo altri fondi librari e fotografici si sono aggiunti per donazione o comodato d’uso, tanto che allo stato attuale il patrimonio ha quasi raddoppiato la sua consistenza originaria. Inoltre, considerando la visione moderna che interpreta le biblioteche come luoghi di azione culturale, negli anni varie sono state le iniziative laboratoriali ed espositive che hanno dato luogo a una contaminazione tra il patrimonio librario-fotografico storicizzato e la produzione artistica contemporanea, portando alla nascita di altre collezioni, quali i libri d’artista o libri oggetto di Librartis e le ibridazioni di Ritratti in Dialogo.

BIBLIOTECA

La prerogativa della biblioteca resta la pittura italiana e straniera dei secoli XVI/XVIII, rispecchiando il percorso professionale dello stimato studioso che, negli anni settanta del Novecento, fu docente presso l’Università di Siena. Nel rispetto dell’ordinamento originario, la biblioteca si divide per settori quali i libri antichi, le guide storiche, le monografie, i cataloghi di mostre e di musei, le riviste, i cataloghi d’asta. Gli interessi di Briganti si riflettono nelle proprie pubblicazioni, di cui ricordiamo Il Manierismo e Pellegrino Tibaldi (1945), I Bamboccianti (1950), Pietro da Cortona o della pittura barocca (1962), Gaspar van Wittel e l’origine della veduta settecentesca (1966), I pittori dell’Immaginario (1977), Renato Guttuso (1981), De Pisis (1983), spesso arricchiti da annotazioni autografe, dediche e allegati. Accrescono il valore del fondo articoli scritti su ‘Cosmopolita’, ‘Critica d’Arte’, ‘Paragone Arte’, rendendo nota la sua attività di giornalista.

FOTOTECA

Il materiale analogico conservato in fototeca costituisce una delle collezioni più corpose sul territorio nazionale. Si tratta per lo più di fotografie in b/n a soggetto storico artistico incentrato sulla pittura italiana ed europea dei secoli XIV/XVIII, realizzate in un arco temporale che dalla metà dell’Ottocento arriva agli anni novanta del Novecento. Molti sono gli ateliers ottocenteschi presenti: Anderson, Alinari, Brogi, Lombardi, Sansoni, affiancati da studi più recenti e contemporanei. L’interesse maggiore della collezione è quello documentario: un repertorio iconografico sulle opere d’arte pittoriche realizzate da artisti famosi ma anche da nomi meno noti e anonimi, suddivisi per ordine alfabetico, per scuole o per aree geografiche. Inoltre sono di corredo alle immagini, numerosi documenti cartacei: lettere, appunti, expertise e altro, autografati da eminenti studiosi del settore quali Venturi, Toesca, Longhi, Fiocco, Porcella, Zeri.

  • Santa Maria della Scala - Livello 5
  • autori vari
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