Ricerche in biblioteca | "Le Arti di Bologna" di Annibale Carracci

30 giugno 2020

Le Arti di Bologna originali di Annibale Carracci nell'edizione del 1646 di Carlantonio Fosarelli tra il patrimonio librario della Biblioteca Briganti

Nelle biblioteche degli storici dell'arte è facile imbattersi in volumi particolari come nel caso de Le Arti di Bologna originali di Annibale Carracci. Per utile di tutti i virtuosi, e intendenti della Profesione della Pittura, e Disegno  intagliate da Simon Gullain date alle stampe nel 1646 dall'editore 'fantomatico' Carlantonio Fosarelli e da lui dedicate "all'illustrissimo signor Prior Rensi". In verità questa edizione non è l'unica databile al 1646, l'altra dal titolo leggermente diverso: Diverse figure al numero di ottanta, disegnate di penna nell'hore di ricreazione da Annibale Carracci intagliator di rame, e cavate dagli originali da Simone Guilino parigino. Dedicate a tutti i virtuosi della professione della pittura e del disegno stampata da Ludovico Grignani. Essa risulta assai più rara di quella del Fosarelli ed è accompagnata dall'introduzione di Giovanni Attanasio Mosini, pseudonimo dietro il quale si nasconde monsignor Giovanni Antonio Massani 'maestro di casa' di papa Urbano VIII. La Bilbioteca Briganti conserva l'edizione del Fosarelli la quale è arricchita da un frontespizio disegnato da Alessandro Algardi concittadino e grande estimatore di Annibale ma è priva dell'introduzione del Massani (alias Mosini). L'introduzione di Massani è stata ristampata per intero una prima volta da Denis Mahon nei suoi Studies in Seicento Art and Theory (Londra 1947) e, un ventennio dopo, da Alessandro Marabottini in Le Arti di Bologna (Roma 1966) - volumi entrambi in possesso della Bilbioteca Briganti - nella quale si legge «[...] che occupato Annibale nelle opere più grandi di molto studio, e fatica, egli prendeva il suo riposo, e [...] disegnado o dipingendo qualche cosa, come per ischerzo: e [...] postosi à disegnare con la penna l'effige del volto, e di tutta la persona de gli Artisti, e che per la città di Bologna, patria di lui, vanno vendendo, ò facendo varie cose, egli arriuò a disegnarne sino al numero di settantacinque figure intere, in modo che ne fu formato un libro, il quale, per alcun tempo, che il maestro se lo tenne appresso a sè, fu reputato da' suoi Discepoli un'esemplare ripieno d'insegnamenti dell'arte utilissimi per loro». In verità ad oggi gli originali a penna di Carracci sono andati dispersi (eccetto Lo Spazzacamino conservato alla National Gallery of Scotland - Edimburgo) ma possono essere conosciuti tramite le incisioni all'acquaforte – tecnica utilizzata per meglio interpretare il tratto della penna - che Gullain realizzò e che videro la loro prima edizione nel 1646. Le stampe caratterizzate per la resa espressiva, caricaturale e folkloristica dei personaggi-mestieri illustrati, presentano delle figure inserite per lo più in un ambiente periferico dove Bologna rimane sospesa sullo sfondo, spesso irriconoscibile.

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