Livello 1

Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale fa parte del Polo Museale della Toscana

Il Museo Archeologico senese fu organizzato tra gli anni ‘20 e ‘30 del Novecento, grazie al contributo del celebre archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli, allora agli inizi della carriera. All’epoca esistevano in città due alcuni nuclei di antichità, uno dei quali raggruppato presso la Biblioteca Comunale, dove già dalla seconda metà del Settecento infatti, erano presenti lotti in massima parte di monete, bronzetti e sigilli, a cui si erano aggiunti nel corso dell’Ottocento ulteriori lasciti ed i materiali rinvenuti in città in occasione della realizzazione della via Campansi. Contemporaneamente anche l’Accademia dei Fisiocritici, che già aveva un museo numismatico, conservava alcuni reperti archeologici e dalla fine dell’800 ospitava anche la collezione Mieli, donata al Comune di Siena nel 1882 e costituita dal materiale raccolto nei suoi possedimenti di famiglia nei dintorni di Pienza. Oltre a questi lotti, confluì nel costituendo museo l’importante collezione Bargagli di Sarteano, formata tra l’ultimo venticinquennio dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, lasciata in eredità allo Stato nel 1918 e trasferita successivamente a Siena, costituita per la maggior parte da ritrovamenti fortuiti, ma anche dai materiali di scavi condotti nelle proprietà di famiglia sia nei pressi di Sarteano che di Casole d’Elsa. Negli anni 1951-52, inoltre, entrarono a far parte del museo due altre importanti raccolte, la Chigi Zondadari e la Bonci Casuccini. La prima fu costituita fra l’ultimo quarto dell’Ottocento e gli inizi del Novecento dal marchese Bonaventura Chigi Zondadari: la collezione comprendeva materiale dal territorio, ma anche oggetti acquistati sul mercato antiquario, soprattutto romano e alla fine dell’Ottocento era una delle più importanti raccolte private italiane. La collezione Bonci Casuccini, formata agli inizi del Novecento da Emilio Bonci Casuccini, comprendeva i materiali in larga parte provenienti dal territorio chiusino raccolti nella villa della Marcianella, passati nel 1952 allo Stato e trasferiti a Siena. Nel corso degli anni il museo si è arricchito per il materiale, soprattutto da contesti funerari, recuperato nel corso di campagne di scavo condotte nel territorio senese. Esso viene così ad essere oggi articolato in due sezioni, la sezione topografica, che illustra gli aspetti salienti dell’archeologia del territorio senese, con particolare riguardo ai rinvenimenti nel tessuto cittadino, nel suo hinterland più prossimo, nel Chianti, nell’alta Val d’Elsa e il cosiddetto Antiquarium che comprende appunto le varie collezioni. Dalla sede storica di via della Sapienza, il museo è stato trasferito nel 1993 all’interno del Santa Maria della Scala e dal 2001 è allestito nei ‘cunicoli’ affacciati sulla strada interna dell’antico ospedale.

Livello 1.

Link

Website

Scopri anche

16 set 2019

Come partecipare alla selezione di proposte artistiche nel campo dello spettacolo dal vivo all'interno di SMS LIVE


Scopri tutto
06 set 2019

Scopri tutto
05 lug 2019

Scopri tutto
Questo sito web utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente. Utilizzando il nostro sito l'utente acconsente a tutti i cookie in conformità con la Normativa sui Cookie.   Leggi tuttoOk