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archeologico 23.07.2010 - 23.07.2010 - ore 21:15
Archeologia Narrante
La bella addormentata
Archètipo
LA BELLA ADDORMENTATA
drammaturgia e regia di Riccardo Massai
(da P.Ovidio, Il Corano, C.Perrault, J. e W. Grimm, W. Disney, P. M. Rosso di San Secondo, K. Kerényi, Y. Kawabata, A. Carter, M.-L. von Franz, B. Bettelheim, J. Freeman, G. Franci e E. Zago)
con Silvia Guidi
ingegni delle scene e dei costumi Camilla Bacherini
collezione osteologica a cura di Eisa Pacciani
colonna sonora Vanni Cassori
disegno luci Francesco Bianchi
direzione dell'allestimento e organizzazione Raoul Gallini
ufficio stampa Priscilla Vannini
Si ringraziano le voci di Eleonora Cappelletti, Teresa Fallai, Massimo Grigò, Simone Rovida, Marcello Sbigoli
Dopo un primo e secondo studio eseguiti rispettivamente al Teatro della Pergola nel 2008 e l'anno successivo presso il Museo Archeologico di Firenze si approda adesso allo spettacolo dove la fiaba confrontata al mito si completa con lo sguardo al contemporaneo. Lo spettatore attraversa quattro ambienti accompagnato da voci, come nei sogni:
a) l'ingresso magico nel mondo del fiabesco segnato dall'identificazione fra regina e madre/strega cattiva; b) lo spazio temporale del "pungersi", come scoperta della femminilità della donna e relativo parallelismo col momento del ratto di Persefone da parte di Ade nel regno dei morti; c) la reggia addormentata, metaforicamente rappresentata con la collezione osteologica; b) la foresta di rovi come inverno e permanenza di Persefone presso il dio degli inferi e momento conclusivo dell'arrivo del principe per permettere così l'equinozio di primavera.
Mai luogo fu più appropriato per un viaggio nell'immaginario e nell'oltretomba dei cunicoli dell'antico ospedale di Santa Maria della Scala.
Essere capaci di accettare la perdita come parte inevitabile della vita può trasformare le nostre relazioni. Allora saremmo in grado di amare e di ricevere amore senza un eccessivo timore di dare troppo di noi: senza calcolare più il prezzo di ciò che potremmo perdere, saremmo più liberi di sperimentare ciò che la vita ha da offrirci
LA BELLA ADDORMENTATA
drammaturgia e regia di Riccardo Massai
(da P.Ovidio, Il Corano, C.Perrault, J. e W. Grimm, W. Disney, P. M. Rosso di San Secondo, K. Kerényi, Y. Kawabata, A. Carter, M.-L. von Franz, B. Bettelheim, J. Freeman, G. Franci e E. Zago)
con Silvia Guidi
ingegni delle scene e dei costumi Camilla Bacherini
collezione osteologica a cura di Eisa Pacciani
colonna sonora Vanni Cassori
disegno luci Francesco Bianchi
direzione dell'allestimento e organizzazione Raoul Gallini
ufficio stampa Priscilla Vannini
Si ringraziano le voci di Eleonora Cappelletti, Teresa Fallai, Massimo Grigò, Simone Rovida, Marcello Sbigoli
Dopo un primo e secondo studio eseguiti rispettivamente al Teatro della Pergola nel 2008 e l'anno successivo presso il Museo Archeologico di Firenze si approda adesso allo spettacolo dove la fiaba confrontata al mito si completa con lo sguardo al contemporaneo. Lo spettatore attraversa quattro ambienti accompagnato da voci, come nei sogni:
a) l'ingresso magico nel mondo del fiabesco segnato dall'identificazione fra regina e madre/strega cattiva; b) lo spazio temporale del "pungersi", come scoperta della femminilità della donna e relativo parallelismo col momento del ratto di Persefone da parte di Ade nel regno dei morti; c) la reggia addormentata, metaforicamente rappresentata con la collezione osteologica; b) la foresta di rovi come inverno e permanenza di Persefone presso il dio degli inferi e momento conclusivo dell'arrivo del principe per permettere così l'equinozio di primavera.
Mai luogo fu più appropriato per un viaggio nell'immaginario e nell'oltretomba dei cunicoli dell'antico ospedale di Santa Maria della Scala.
Essere capaci di accettare la perdita come parte inevitabile della vita può trasformare le nostre relazioni. Allora saremmo in grado di amare e di ricevere amore senza un eccessivo timore di dare troppo di noi: senza calcolare più il prezzo di ciò che potremmo perdere, saremmo più liberi di sperimentare ciò che la vita ha da offrirci



