
La mostra si propone di illustrare in sequenza cronologica le tavole di Matteo di Giovanni per verificarne gli sviluppi compositivi-sostanziali specie nell’ultima eseguita per la potente famiglia senese degli Spannocchi.
La mostra MATTEO DI GIOVANNI: cronaca di una strage dipinta nasce dal recente restauro delle due pale senesi, una realizzata per la basilica di Sant’Agostino e l’altra per la chiesa dei Servi, che hanno per soggetto la Strage degli Innocenti. Ogni restauro è motivo di conoscenza e di riflessione critica ed anche questa volta l’intervento sulle due tavole ha riproposto tutti quegli interrogativi critici di un soggetto che per quattro volte, nel giro di un decennio, fa la sua comparsa nell’arte senese ad opera dello stesso artista, Matteo di Giovanni. Tre grandi ancone, una delle quali per la chiesa napoletana di Santa Maria a Formello precedute dallo “spiazzo” del pavimento del Duomo, commissionato dall’Operaio Alberto Aringhieri, che inaugura la serie e che ha posto in anni recenti il problema dell’attribuzione tra Matteo e Francesco di Giorgio.
Fulcro dell’esposizione sono infatti le tavole del pittore aventi come soggetto la Strage degli Innocenti: il testo scarno ma ricco di drammatiche suggestioni del Vangelo di Matteo, utilizzato per la prima volta nella storia del pavimento del Duomo di Siena, dovette sembrare ai contemporanei la figurazione che meglio poteva rimandare alla drammatica attualità di un evento recente, la battaglia di Otranto. La battaglia, che si svolse il 27 luglio del 1480, vide contrapposta alla flotta navale turca, agli ordini di Gedik Ahmed Pascià, uno dei generali di Maometto II il Conquistatore, la resistenza della cittadina che - sperando nell’arrivo di solleciti soccorsi da parte del Duca di Calabria Alfonso, partito da Siena per guidare le truppe aragonesi - riuscì ad opporsi per due settimane prima di venire espugnata dai Turchi.
Matteo di Giovanni, nato a Borgo San Sepolcro attorno al 1430, già nel 1452 è presente a Siena: è probabile che nella sua prima formazione grande influenza abbia avuto l’opera del conterraneo Piero della Francesca e che, una volta giunto a Siena, il suo percorso artistico si sia però completato sotto l’egida di Lorenzo di Pietro detto “Il Vecchietta”. Né sarà da sottovalutare l’attività senese di Donatello, che lascia tracce profonde e ineludibili anche per artisti che, come Matteo, hanno costituito la “prima generazione” dei seguaci del Vecchietta.
La mostra si propone di illustrare in sequenza cronologica le tavole di Matteo per verificarne gli sviluppi compositivi-sostanziali specie nell’ultima eseguita per la potente famiglia senese degli Spannocchi, i punti di contatto e le differenze con il commesso marmoreo del Duomo, con il quale la tavola di Sant’Agostino dimostra una filiazione più diretta e riferimenti più precisi.
La mostra, curata da Cecilia Alessi e Alessandro Bagnoli, è promossa dal Comune di Siena, dall’Istituzione di Santa Maria della Scala e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Soprintendenza per il Patrimonio Storico-Artistico di Siena e Grosseto e si terrà dal 24 giugno all’8 ottobre 2006, nel complesso museale di Santa Maria della Scala - Palazzo Squarcialupi. Il catalogo conterrà, tra gli altri, saggi di Franco Cardini e di Alessandro Angelini.
INFORMAZIONI
Segreteria Santa Maria della Scala
Tel 0577/224811-224835
Fax 0577/224829
Biglietteria e prenotazioni:
Opera spa-Siena
Tel. 0577 - 223421
ORARIO
Tutti i giorni, compresi i festivi,
orario continuato:
10,30 - 19,30
BIGLIETTI:
Intero 7,00 euro
Ridotto 5,00 euro
Il biglietto consente anche l'accesso anche alla mostra
Pio II. La città, le arti. La rinascita della scultura: ricerca e restauri, anch'essa allestita in Palazzo Squarcialupi
Integrato Siena-Pienza
consente l'accesso alle due sedi espositive 12,00 euro
(ridotto 10,00 euro)