Percorso museale tattile olfattivo già proposto dall’Università degli Studi di Siena in altre prestigiose sedi espositive, che ha riscosso notevole successo di pubblico e di critica
Il Santa Maria della Scala ha ospitato dal 3 luglio al 25 giugno, in Palazzo Squarcialupi (sala Claudio Tolomei) l’esposizione “Vietato NON toccare”. Si tratta di un percorso museale tattile olfattivo già proposto dall’Università degli Studi di Siena (nello specifico il Dipartimento di Preistoria e Storia delle arti e l’Ufficio Accoglienza Disabili) in altre prestigiose sedi espositive, che ha riscosso notevole successo di pubblico e di critica. Il progetto che è alla base della mostra si pone come obbiettivo l’abbattimento delle barriere architettoniche, sensoriali ed emotive: tutti i visitatori sono invitati infatti a compiere il percorso bendati, guidati da personale esperto in un viaggio in cui si esplora con il tatto, si percepisce con l’olfatto e con l’udito, usando quindi quei sensi che “normalmente” vengono utilizzati come gregari della vista.
Il tema proposto nelle precedenti sedi espositive ruotava attorno ad un percorso modulare nella preistoria strutturato in più ambienti e organizzato secondo diversi canali di comunicazione: informazione scientifica, esplorazione tattile di reperti materiali, ambientazioni sonore ed olfattive. La visita è organizzata in diverse stazioni, tavoli su cui sono appoggiati gli oggetti sottoposti all’attenzione dei visitatori. Alle stazioni dedicate al Paleolitico, Neolitico e all’Età dei Metalli è stata aggiunta per l’esposizione al Santa Maria della Scala un’ulteriore appendice, studiata in relazione al carattere del museo archeologico ospitato all’interno del complesso museale e in relazione al tema accolto dall’Associazione dei Musei Archeologici della Toscana per le “Notti dell’Archeologia” 2005. Così l’ultima stazione è dedicata al mondo classico, etrusco in particolare, con la ricostruzione, attraverso calchi e oggetti, dei cibi e dei sapori antichi.
Il progetto è stato curato dalla professoressa Lucia Sarti dell’Università degli Studi di Siena.