MECENATISMO E ARCHEOLOGIA, LA COLLEZIONE SALOTTI

07 Maggio - 28 Agosto 2005

Dopo la prestigiosa collezione Bernardi donata al museo nel 2001,il Santa Maria della Scala si arricchisce di altri importanti materiali archeologici.



Dopo la prestigiosa collezione Bernardi donata al museo nel 2001, costituita da circa trenta maioliche arcaiche medievali riconducibili a botteghe senesi del XII-XVI secolo, il Santa Maria della Scala si arricchisce di un’altra importante collezione di materiali archeologici. Si tratta di un lotto di reperti in gran parte etruschi che, per volontà di Caterina e Antonio Salotti e della Soprintendenza Archeologica della Toscana, entreranno a far parte delle collezioni del museo archeologico.
I materiali, circa settanta reperti, offrono la possibilità di una concreta integrazione alle già ricche collezioni del Santa Maria. Alcuni lotti di materiali infatti sembrano potere essere ricondotti a produzioni dell’Etruria meridionale dove importanti città quali Vulci, Veio, Caere, Tarquinia si trovarono inserite precocemente nel tessuto dei rapporti internazionali con la Grecia e con l’Oriente, rivestendo contemporaneamente un ruolo primario nel territorio, da un punto di vista politico, religioso e culturale.
La collezione è costituita da materiali ceramici e oggetti in bronzo che coprono un arco cronologico piuttosto ampio, dall’VIII secolo a.C. all’età romana. Tra i manufatti per lo più riconducibili all’Etruria meridionale è un nucleo di buccheri: si tratta di forme vascolari evidentemente legate al mondo del banchetto, trattandosi di vasi per bere e per attingere (calici, kantharoi, coppette, un’oinochoe a bocca trilobata). Ad essi si affiancano alcuni pezzi di ceramica etrusco-corinzia, produzione etrusca che imitava il vasellame corinzio che arrivava in Etruria in Italia tra fine VIII e VII secolo a.C.: tra questi anche dei contenitori per olii profumati (alabastra), oltre a pezzi presumibilmente di importazione o realizzati da artigiani immigrati, che documentano il continuo rapporto di scambi che caratterizzava l’Etruria e il resto del bacino del Mediterraneo. Tra questi si segnala una splendida pisside a decorazione geometrica con quadriga di cavallini sul coperchio.
La collezione presenta inoltre materiali in bronzo: armille, fibule decorate con motivi incisi, spirali, pendenti di collana, tutti oggetti abitualmente deposti in corredi funerari di VIII-VII secolo a.C. L’esposizione tiene conto dell’arco cronologico e delle probabili aree di fabbricazione dei materiali ed è corredata da una pubblicazione in cui, ad una introduzione di carattere generale, farà seguito una trattazione per schede dei singoli oggetti esposti.
La mostra è realizzata in collaborazione tra Santa Maria della Scala, Comune di Siena e Soprintendenza Archeologica della Toscana ed è sostenuta dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e dalla sponsorizzazione della Banca Monte dei Paschi di Siena.





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