
Un confronto tra oggetti d’arte sacra ed elementi del presepio popolare toscano, un gioco di rimandi, di ‘prestiti’ reciproci, dell’abbandono o del recupero di motivi tradizionali...
La mostra raccoglieva circa sessanta opere provenienti da prestigiosi musei toscani, oltre che da chiese e da collezioni private toscane e napoletane. Un confronto tra oggetti d’arte sacra ed elementi del presepio popolare toscano, un gioco di rimandi, di ‘prestiti’ reciproci, dell’abbandono o del recupero di motivi tradizionali, tra letteratura religiosa, iconografia dotta, teatro popolare, folclore, antropologia, gusto artistico, scambi con le tradizioni regionali vicine, aspetti devozionali.
Dall’analisi della struttura dell’insieme e dei personaggi, emerge da un lato un’immagine cangiante della Natività, tutt’altro che un canovaccio scritto una volta per tutte, dall’altro un presepio popolare meno ‘ingenuo’ di quanto si creda.
Suggestivo il percorso scandito da artisti come Tino di Camaino, Sano di Pietro, Lupo di Francesco, Taddeo di Bartolo, Matteo di Giovanni, Andrea di Bartolo, il Brescianino, Pellegrino di Mariano, Andrea della Robbia, Ludovico Cardi detto il Cigoli, e molti altri.
Sono state inoltre testimoniate le tradizioni artigianali toscane con “statuine” degli ultimi figurinai lucchesi e quelle napoletane con due lavori appositamente realizzati per la mostra senese.