
La mostra, una delle più affascinanti in europa di tema tecnico-scientifico, organizzata dal Deutsches Museum di Monaco di Baviera, raccontò il grande cambiamento (nell’immaginazione che abbiamo del corpo umano) avvenuto durante il XX secolo, a partire dalla scoperta dei raggi X, e con l’avvento delle nuove tecnologie di indagine diagnostica.
Una volta, infatti, con i secoli del “realismo scientifico” (i trattati anatomici rinascimentali, le descrizioni sei e settecentesche) la percezione dell’interno del corpo era passata dall’interdizione (il sacrilegio delle interiora visibili) all’iperrealismo. Pensavamo, ad esempio, al fegato con le sue dimensioni, forme e colori, e allo stesso modo ai reni, all’intestino, allo stomaco, ai polmoni e a quant’altro risiede sotto l’involucro della pelle. Oggi, invece, le moderne tecnologie rappresentano l’interno del corpo in altra maniera: più convenzionale, se si vuole (non tutti possono interpretare adeguatamente una radiografia, ad esempio), e però anche pensata in modi figurativi decisamente diversi. Il colore, per citare un caso, assume una minore importanza: ci siamo abituati a pensare noi stessi anche in bianco e nero, mediante radiografia, ecografia, tac, risonanza magnetica, cioè quelle tecniche che dall’esterno “fotografano” l’interno di noi stessi. Laddove le variazioni di chiaroscuro diventano essenziali non già per la descrizione tout court di un organo, ma specificamente per l’identificazione di una patologia. E quando il colore rimanga ancora presente (nelle immagini che provengono da sonde inviate all’interno del corpo), la sua decifrazione è ugualmente mutata, dal momento che molto spesso il colore stesso viene reso “parlante” con l’aiuto di reagenti o di correzioni cromatiche del computer, al quale le immagini sono poi affidate per la lettura.
La mostra presentò il mondo dell’endoscopia moderna in modo originale e spettacolare. In uno spazio espositivo rettangolare, le cui pareti e addirittura il cui pavimento furono organizzati mediante superfici di rappresentazione, furono installati manichini a grandezza naturale del corpo umano. Una grande didatticità si accompagnò così ad un senso della sorpresa davvero spettacolare. Fu la maniera, questa, più moderna di organizzare un evento espositivo: senza nulla perdere del carattere scientifico, e molto guadagnando di quello ludico.