
Mostra fotografica sulla salvaguardia delle opere d'arte a Siena durante la seconda guerra mondiale.
- Comune di Siena
- Musei di Santa Maria della Scala
- Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico
di Siena e Grosseto
Dal 4 agosto al 1 novembre prossimi, nei locali espositivi del complesso museale di Santa Maria della Scala, si terrà una mostra fotografica dedicata agli anni della seconda guerra mondiale, visti da un’ottica particolare: quella della salvaguardia del patrimonio artistico.
Verranno infatti illustrati i principali interventi effettuati dalla Soprintendenza sulle opere d’arte conservate nei territori di Siena e Grosseto.
Questi interventi, finalizzati alla protezione dell’immenso patrimonio artistico senese da eventuali bombardamenti, razzie o danneggiamenti di varia natura, furono messi in atto preventivamente, già prima dell’entrata in guerra dell’Italia.
La puntuale documentazione, allora appositamente realizzata dal noto fotografo senese Ugo Brandi, consentirà, ad esempio, di assistere alla spettacolare calata delle statue di Giovanni Pisano dalla facciata del Duomo, operazione iniziata dal soprintendente Peléo Bacci e proseguita dal suo successore Raffaello Niccoli. Sempre in riferimento alla cattedrale, di grande interesse risulta il sistema di protezione in mattoni e cemento del pulpito di Nicola Pisano e quella del fonte battesimale nella sottostante pieve di San Giovanni.
Verrà inoltre documentata la sequenza dell’imballaggio, della discesa dall’ultimo piano del museo dell’Opera del Duomo e la sistemazione su un camion della Maestà di Duccio di Buoninsegna. Il celebre dipinto venne infatti trasportato, con le altre opere del museo, al riparo, nella villa di Mensanello, vicino a Casole d’Elsa.
I dipinti conservati nella Pinacoteca di Siena furono invece riparati in parte nell’abbazia di Monteoliveto Maggiore e in parte nel Chianti, nella villa di Arceno, vicino a Castelnuovo Berardenga.
Con le opere si trasferì ad Arceno, insieme alla famiglia, anche l’allora giovane ispettore Enzo Carli (futuro soprintendente e grande studioso dell’arte senese), il quale riuscì, tra l’altro, ad impedire la razzia dei dipinti da parte dell’esercito nazista in ritirata con un coraggioso espediente.
Lo studioso sostenne infatti che le opere custodite ad Arceno raffiguravano prevalentemente soggetti religiosi, e pertanto erano di proprietà del Vaticano, quindi di uno Stato straniero, neutrale e non belligerante. I tedeschi, di fronte a tanta sicurezza, rimasero interdetti e lasciarono perdere le preziose tavole della scuola senese.
Nonostante tutti gli accorgimenti e il grande lavoro svolto, soprattutto nel corso del 1943, non si poterono impedire i numerosi danni causati dai bombardamenti e dal passaggio del fronte. La basilica di San Bernardino all’Osservanza, alle porte di Siena, ad esempio, fu praticamente distrutta; gravissimi danni furono anche provocati in numerosi centri della valle dell’Elsa, così come furono ridotte in frantumi le vetrate della cattedrale di Grosseto.
La mostra, oltre a rappresentare una preziosa raccolta documentaria, costituisce anche un significativo tributo per tutti coloro che si prodigarono nella difesa del patrimonio artistico, testimonianza fondamentale della nostra storia e della nostra identità collettiva.
Il progetto, curato da Fabio Torchio, è realizzato dal Santa Maria della Scala in collaborazione con il Comune di Siena e la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico di Siena e Grosseto, con il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi e con il contributo della Banca Monte dei Paschi.
Nel catalogo, oltre al curatore, compariranno saggi del Soprintendente, Lucia Fornari Schianchi, di Antonio Cardini e Francesco Francioni dell’Università degli Studi di Siena.