
Oltre ai manufatti ceramici, la mostra presentava infatti, anche l’approfondimento di aspetti particolarmente interessanti, come la carta archeologica della città e la sua informatizzazione, le ricostruzioni ambientali della zona del rinvenimento, le fornaci medievali, la cucina, la tavola, la conservazione dei cibi, l’alimentazione e l’organizzazione del cantiere.
Si è trattato di una interessante mostra sui risultati dello scavo e il recupero di oltre quattrocento manufatti ceramici prodotti a Siena nel convento del Carmine nella prima metà del XIV secolo.
Questo imponente complesso medievale è composto dalla chiesa di San Niccolò e dalle strutture conventuali organizzate in due blocchi, nelle volte di uno dei quali gli archeologi senesi hanno concentrato lo scavo. Il riempimento si componeva prevalentemente di ceramica alternata a gettate di terra e i materiali utilizzati, presumibilmente, provenivano proprio dai fondaci delle numerose botteghe di artigiani presenti in questa zona nel Trecento. I manufatti erano destinati a riempire l’intercapedine tra una di queste volte e le pareti degli ambienti che esse sostenevano; al tempo stesso, essi erano sufficientemente leggeri da non gravare eccessivamente con il loro peso.
Insieme alle ceramiche, gli operai avevano lasciato numerosi rifiuti prodotti dal cantiere, che hanno permesso, tra l’altro, di ricostruire oggi l’organizzazione di una giornata di lavoro e di recuperare oggetti di uso quotidiano perfettamente conservati, come brandelli di stoffa e una parte di una calzatura con i fori prodotti dalla chiodatura della scarpa. Si può inoltre immaginare come, durante le pause dal lavoro, gli operai consumassero pasti basati su minestre o zuppe, cotte su un focolare occasionale e consumate in ciotole di legno.
L’intero recupero è stato sottoposto a restauro e costituisce una significativa occasione per il pubblico di cogliere appieno numerosi aspetti dell’organizzazione della vita quotidiana di Siena nel Trecento.
Oltre ai manufatti ceramici, la mostra presentava infatti, anche l’approfondimento di aspetti particolarmente interessanti, come la carta archeologica della città e la sua informatizzazione, le ricostruzioni ambientali della zona del rinvenimento, le fornaci medievali, la cucina, la tavola, la conservazione dei cibi, l’alimentazione e l’organizzazione del cantiere.