
L’esposizione ha raccolto trentasei opere di pittura, scultura, oreficeria e miniatura...e ha indagato la produzione artistica medioevale nei territori delle Alpi occidentali.
Realizzata in accordo con il Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama di Torino nel quadro delle collaborazioni siglate nel dicembre 2001 tra il Comune di Siena e la Città di Torino, finalizzate alla valorizzazione del patrimonio culturale delle due città, l’esposizione ha raccolto trentasei opere di pittura, scultura, oreficeria e miniatura provenienti dalle raccolte del museo torinese e ha indagato la produzione artistica medioevale nei territori delle Alpi occidentali, in un’area che si estende oggi dal Piemonte alla Valle d’Aosta e che è caratterizzata, tra il XIII e il XV secolo, dall’intreccio di suggestioni e influenze diversificate, in costante dialogo con le regioni d’oltralpe.
La presenza dei grandi valichi e la frammentazione politica, tesa fra predominio angioino, penetrazione viscontea e lenta conquista sabauda, favorisce, infatti, una fitta trama di prestiti e di scambi che hanno lasciato una traccia anche nelle opere che costituiscono l’arredo dei luoghi di culto cittadini e della rete di chiese e cappelle che punteggiavano le vie di passo.
La scultura era rappresentata da ancone, statue, paliotti e piccoli altari in legno intagliato e dipinto, da figure e rilievi in pietra, in terracotta e in alabastro. Una piccola e preziosa selezione di oreficerie e di pittura su tavola e su pergamena ha suggerito itinerari di confronto fra le varie tecniche e ha contribuito a precisare la trama delle influenze francesi e fiamminghe che sono alla base dell’arte medioevale in Piemonte.