Innovazione e tradizione alle Belle Arti tra Otto e Novecento

16.12.2016 - 31.01.2017
16
Dicembre
2016
31
Gennaio
2017

La mostra, curata da Leonardo Scelfo e dal comitato scientifico del Liceo Artistico di Siena, non intende ripercorrere in modo esaustivo le fasi che hanno caratterizzato l’evoluzione dell’Istituto di Belle Arti di Siena dalla sua fondazione fino a i giorni nostri, ma delinearne due passaggi fondamentali: l’affermazione del Purismo e il suo superamento.
La prima sezione dell’esposizione è caratterizzata da documenti, disegni e opere che vanno dal periodo della fondazione dell’Istituto (16 settembre del 1816) fino alla morte di Luigi Mussini (1888), con particolare riferimento allo scarto tra le direzioni di Colignon e Nenci e quella successiva di Mussini, caratterizzata dalla volontà di ricondurre i giovani artisti locali alla concezione della “Virtù morale ispiratrice del Bello” mediante un’unità di indirizzo estetico pedagogico che viene applicata a tutte le Scuole.
La seconda sezione contiene invece documenti, dipinti e sculture che testimoniano una volontà di rottura con la tradizione perché con la morte di Mussini viene meno l’unità d’indirizzo artistico della scuola e i Premi Biringucci e Lazzeretti si configurano sempre più come delle opportunità per i giovani allievi per entrare in contatto con le novità artistiche che si stanno sviluppando a Roma, Firenze, Torino e Venezia. Sono infatti le esperienze maturate nelle sedi di alunnato a risultare le più significative per la veicolazione, mediante i saggi (conservati presso il Santa Maria della Scala), di novità che spesso a Siena vengono duramente criticate perché ritenute delle digressioni rispetto a un’arte ancora fortemente legata all’Accademia, intesa non solo come uno spazio fisico, il locale Istituto di Belle Arti, ma come quel complesso di norme, idee e modalità espressive finalizzate alla valorizzazione ‘ufficiale’ della tradizione artistica locale.
Fulcro di questa sezione è l’opera Sul Calvario esposta a Siena una sola volta dal 20 al 22 gennaio del 1895 nella Galleria succursale situata in Palazzo Spannocchi. Tale dipinto realizzato a Roma da Arturo Viligiardi e apprezzato sia nella capitale sia a Milano, in occasione delle Esposizioni Riunite, si configura come l’esempio più alto della volontà di rottura con la tradizione del Purismo e come un indirizzo di senso da seguire per quei giovani allievi della scuola desiderosi di misurarsi con le novità artistiche che si stanno affermando in campo nazionale e internazionale.
Le novità introdotte a Siena da Viligiardi risultano infatti fondamentali per Paride Pascucci, Patrizio Fracassi, Fulvio Corsini e Guido Bianconi, giovani artisti desiderosi di liberarsi della tradizione artistica locale, sempre più ripiegata su se stessa e incapace di offrire validi modelli da seguire.
Le opere di questa sezione forniscono un’indicazione rispetto alle tendenze artistiche con le quali questi giovani si confrontano in particolare la scultura di Bianconi denota l’influenza del Liberty e dell’arte di Bistolfi, mentre quella di Fracassi l’importanza del simbolismo e dell’opera di Rodin.
Completa il percorso di mostra l’audio-istallazione Fantasmogorie, la conferenza pronunciata nel 1888 da Carlo Pachetti Leoni presso il Circolo Artistico Senese, nella quale egli immagina un dialogo fantastico con un vecchio accademico, un non meglio precisato amico di suo nonno, che si prende la briga di aiutarlo e di propinarli dei buoni consigli su come scrivere l’orazione.

 

            

Orari

Periodo temporale: 
16/12/2016-31/01/2017
Descrizione: 
La mostra è aperta negli stessi orari del museo

Biglietti

Descrizione: 
La mostra è compresa nel biglietto d'ingresso del museo
Per partecipare gratuitamente al workshop dedicato alla scuola libera del nudo, in programma ogni venerdì, escluso il 6 gennaio, dalle ore 16.00 alle ore 18.30, è necessaria la prenotazione al numero 333 6489744