Cappella del Manto

La cappella prende il nome dall' affresco che Domenico di Bartolo realizzò nel 1444, raffigurante la Madonna della Misericordia, opera rimossa nel 1610 e collocata nella Sagrestia Vecchia, dove si trova tuttora.
L'ambiente costituisce una delle più antiche aree dell'edificio ed ebbe vari usi, fino alla trasformazone in cappella destinata alla conservazione delle reliquie acquistate dall'ospedale nel 1359 (attualmente esposte nel percorso dedicato al Tesoro del Santa Maria della Scala)
Le tre campate della Cappella sono suddivise da archi a crociera: nelle prime due verso l'esterno nel 1370 Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero affrescarono una Madonna in trono e alcuni santi e dottori della chiesa nelle pareti e nei sottarchi.
Nella terza invece, nel 1513 vennero realizzate da Domenico Beccafumi la lunetta affrescata raffigurante L'incontro alla Porta Aurea e la tavola con la Trinità e i Santi Cosma, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Damiano attualmente conservata nella Pinacoteca Nazionale di Siena.